TEORIE SCIENTIFICHE E VERITÀ COME “CORRISPONDENZA AI FATTI”
- Authors: Gaetano Licata
- Publication year: 2024
- Type: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/666111
Abstract
Ne La struttura delle rivoluzioni scientifiche Kuhn avanza la tesi secondo cui la scienza non è un progredire verso la verità, le conoscenze che essa ottiene non hanno un carattere cumulativo. Le teorie scientifiche infatti sono il frutto di osservazioni ed esperimenti che selezionano oggetti, eventi e fenomeni, che sono resi tali dall’esistenza di un paradigma: questo paradigma esclude tutti gli altri oggetti, eventi e fenomeni possibili. I paradigmi sono tra loro incommensurabili e dunque i fenomeni a cui le teorie dei paradigmi antagonisti si riferiscono, anche nel caso in cui i termini teorici impiegati per descriverli siano gli stessi, differiscono per la diversa concezione del mondo che essi sottendono: i termini teorici, da un paradigma ad un altro, differiscono nel loro senso (Sinn) e nella loro denotazione (Bedeutung). Per una visione coerente del progresso scientifico bisogna tenere in considerazione le implicazioni dei pregiudizi dovuti al paradigma sulla teoria, ma rifiutiamo la tesi dell’incommensurabilità. Kuhn sostiene di credere nel progresso scientifico, ma sostiene che tale progresso non ha come fine la verità: le nuove teorie sostituiscono le vecchie perché riescono ad adattarsi meglio, a trovare un migliore accordo tra previsioni e osservazione, ma non perché esse sono rappresentazioni dei fenomeni più adeguate rispetto alle teorie del passato.