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IGNAZIO BUTTITTA

Le fiamme dei santi. Riti e simbolismi del fuoco in Europa

Abstract

I significati simbolici del fuoco vanno anzitutto ascritti al suo ruolo di potente strumento di trasformazione culturale. Il valore sacrale e le pratiche rituali a questo connesse traggono origine dalle sue funzioni di carattere pratico: illuminazione e riscaldamento, cottura del cibo, trasformazione dei materiali, preparazione dei campi, etc. Nelle feste delle prime civiltà agro-pastorali il fuoco è già un simbolo sacro: elemento che mette in relazione con la trascendenza, strumento divino, manifestazione della divinità. Tali valori i fuochi sacri hanno continuato a detenere nel corso del Medioevo, in Età moderna e nella contemporaneità, non episodicamente, in diverse regioni europee, ove restano elementi costitutivi di numerose celebrazioni religiose. I falò variano di numero e di dimensioni da luogo a luogo. In essi bruciano legname, paglia, avanzi della potatura, materiali di risulta. Sono luoghi devozionali e ludici intorno ai quali si riuniscono la famiglia o l’intera comunità. Intorno ai falò ruotano un universo mitico-rituale e comportamenti e credenze che sembrano ripetere forme e gesti con i quali l’uomo da millenni si rapporta alle entità trascendenti da cui avverte dipendere il proprio benessere. Se oggi il legame con i cicli della natura sembra essersi perduto e le feste tradizionali sono state investite dai processi di patrimonializzazione, i riti del fuoco, continuano a rispondere alle inquietudini fondamentali dell’esistere, con richieste intorno alla morte, alla malattia, alla produzione e alla riproduzione, al senso stesso dell’esserci nel mondo. Accendere falò, danzare intorno al fuoco, saltare tra le fiamme, bruciare fantocci, raccogliere braci, percorrere i campi e le strade degli abitati brandendo torce, sono comportamenti intesi a ricomporre e rinsaldare i legami sociali e a entrare in comunione con il divino, a purificare lo spazio-tempo comunitario, a sostenere la fecondità di uomini, campi e armenti, a rifondare, infine, il cosmo naturale e sociale.