Acromegalia e Ancona: un fil rouge lungo trecento anni, da Amato Lusitano ad Augusto Tamburini
- Autori: Stefania Fortuna; Giorgio Arnaldi
- Anno di pubblicazione: 2022
- Tipologia: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/638543
Abstract
Ancona è diventata sede universitaria in tempi recenti, sol- tanto un cinquantennio fa, ma le sue strutture sanitarie, il manicomio e l’ospedale, avevano un rilievo regionale o in- terregionale già nella prima metà del Novecento [29]. Me- dici originari di Ancona, come Augusto Tamburini, sebbene abbiano costruito altrove la loro carriera, hanno comunque contribuito allo sviluppo della città e delle sue istituzioni, e la biblioteca dell’ex-manicomio a lui intitolata costituisce uno strumento prezioso per lo studio della psichiatria, della neurologia e, più in generale, della medicina tra fine Otto- cento e primo Novecento, compresa l’acromegalia. Ancona, inoltre, da sempre città di mare, centro di commerci e scam- bi con l’Oriente e il Mediterraneo, ha ospitato seppure per breve tempo, a metà del Cinquecento, uno straordinario me- dico itinerante, l’ebreo portoghese Amato Lusitano, la cui opera conserva memorie altrimenti perdute della città e del suo territorio, tra cui la storia del gigante di Senigallia.